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Ricorso contro una multa: prefetto o giudice di pace?
Guida redatta dall'assistente AI di Diritto e Dintorni · aggiornata al 16 ottobre 2026
Se ritieni ingiusta una multa stradale puoi contestarla in due modi, alternativi tra loro: con un ricorso al prefetto o con un ricorso al giudice di pace. Prima di scegliere, guarda le scadenze e ricorda una regola: se paghi, non puoi più fare ricorso.
Prima di tutto: pagare o contestare?
- La multa si può pagare nella misura minima entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica.
- Se paghi entro 5 giorni, l'importo è ridotto del 30% (lo sconto non vale per le violazioni che prevedono la confisca del veicolo o la sospensione della patente).
- Il pagamento in misura ridotta chiude la questione: dopo aver pagato non è più possibile fare ricorso.
- Se non paghi e non fai ricorso, il verbale diventa esecutivo per una somma pari alla metà del massimo previsto, più le spese.
- Se la violazione comporta la perdita di punti, l'obbligo di comunicare chi era alla guida (art. 126-bis C.d.S.) resta anche se fai ricorso.
Le due strade a confronto
| Prefetto | Giudice di pace | |
|---|---|---|
| Termine | 60 giorni dalla contestazione o notifica | 30 giorni dalla contestazione o notifica (60 per chi risiede all'estero) |
| Costi | Gratuito | Contributo unificato, in base al valore della multa |
| Avvocato | Non serve | Di norma ci si può difendere da soli |
| Se va male | Ordinanza-ingiunzione per una somma non inferiore al doppio del minimo previsto | Il giudice fissa la sanzione tra il minimo e il massimo e può condannare alle spese |
| Ancora possibile | Opporsi all'ordinanza davanti al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica | Impugnare la sentenza |
Il ricorso al prefetto
Si presenta entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale (art. 203 C.d.S.). Puoi consegnarlo all'ufficio o comando dell'organo che ha fatto la multa (ad esempio la Polizia locale), oppure inviarlo per raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC; si può anche inviare direttamente al prefetto, che ha 30 giorni per trasmetterlo all'organo accertatore. Al ricorso puoi allegare documenti e chiedere di essere ascoltato di persona.
I tempi sono stabiliti dalla legge: l'organo accertatore ha 60 giorni per trasmettere gli atti al prefetto e il prefetto ha 120 giorni per decidere, in tutto 180 giorni, che diventano 210 se il ricorso è stato inviato direttamente al prefetto. Sono termini perentori: se scadono senza una decisione, il ricorso si intende accolto (art. 204 C.d.S.). Se chiedi di essere ascoltato, i tempi possono allungarsi.
Il rischio: se il ricorso viene respinto, il prefetto emette un'ordinanza-ingiunzione per una somma non inferiore al doppio del minimo previsto per la violazione. Contro l'ordinanza puoi ancora rivolgerti al giudice di pace.
Il ricorso al giudice di pace
Si presenta entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica (60 giorni per chi risiede all'estero), depositandolo nella cancelleria del giudice di pace del luogo in cui è stata commessa la violazione oppure inviandolo per posta (art. 204-bis C.d.S. e art. 7 d.lgs. 150/2011). Si paga il contributo unificato, il cui importo dipende dal valore della multa. Per le multe di valore contenuto, di norma puoi stare in giudizio da solo, senza avvocato.
Il giudice decide dopo un'udienza in cui puoi esporre le tue ragioni. Se respinge il ricorso, determina la sanzione tra il minimo e il massimo previsto e può condannarti a pagare le spese; le sanzioni accessorie e la perdita di punti restano comunque applicate.
Due avvertenze. Il ricorso al giudice di pace non sospende automaticamente la multa: se vuoi evitare la riscossione durante la causa, devi chiedere espressamente la sospensione nel ricorso. E presentati all'udienza: se non compari senza un legittimo impedimento, il giudice può convalidare la multa.
Quale conviene?
- Il prefetto è gratuito e più semplice, ma se perdi rischi di pagare almeno il doppio del minimo.
- Il giudice di pace costa qualcosa e richiede di presentarsi in udienza, ma offre un vero contraddittorio davanti a un giudice: spesso è preferibile quando il motivo è tecnico (vizi di notifica, apparecchi di rilevazione, errori nel verbale).
Le due strade sono alternative: non puoi presentare lo stesso ricorso sia al prefetto sia al giudice di pace.
I motivi di ricorso più frequenti
- Notifica tardiva: se la violazione non è stata contestata subito, il verbale va notificato entro 90 giorni dall'accertamento, 360 se il destinatario risiede all'estero (art. 201 C.d.S.).
- Errori nel verbale: targa, data, luogo o norma violata indicati in modo errato, quando impediscono di identificare la violazione o di difendersi.
- Apparecchi di rilevazione: autovelox o altri dispositivi non segnalati o non sottoposti alle verifiche periodiche. Sulla necessità dell'omologazione degli autovelox (e non della sola approvazione) si sono susseguiti sentenze e interventi normativi: la situazione va verificata al momento del ricorso.
- Fatti diversi da quelli descritti: ad esempio la sosta era consentita o il veicolo era stato rubato.
Fac simile di ricorso al prefetto
Lo schema va adattato al caso concreto. Per il ricorso al giudice di pace la struttura è simile, ma l'atto si deposita in cancelleria o si spedisce per posta entro 30 giorni.
Raccontaci cosa è successo: l'assistente ti aiuta a capire se conviene il prefetto o il giudice di pace e a scrivere il ricorso.
Fatti aiutare dall'assistenteDomande frequenti
Posso fare ricorso dopo aver pagato la multa?
No. Il pagamento, anche con lo sconto del 30%, chiude il procedimento e non consente più di contestare il verbale.
Da quando si contano i termini?
Dalla contestazione immediata della violazione oppure, se la multa arriva per posta, dalla data di notifica del verbale.
Posso fare ricorso sia al prefetto sia al giudice di pace?
No, sono due strade alternative. Solo se il prefetto respinge il ricorso puoi opporti all'ordinanza-ingiunzione davanti al giudice di pace.
Cosa succede se il prefetto non risponde?
Se i termini previsti dalla legge (180 giorni in tutto, 210 se il ricorso è stato inviato direttamente al prefetto) scadono senza un'ordinanza, il ricorso si intende accolto.
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Questa guida è stata redatta dall'assistente di intelligenza artificiale di Diritto e Dintorni, progetto a cura di Roberto Cataldi, fondatore di StudioCataldi.it. Aggiornata al 16 ottobre 2026. Può contenere errori: le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di un avvocato sul caso concreto. Note legali